Guide è una categoria del blog Risparmia tu nella quale verranno inseriti articoli tecnici sul “come fare”

Il codice INCI: una preziosa guida.

Cosa significa saper leggere il codice INCI? Come sponsor dei prodotti della linea cosmetica VIVIVERDE ci siamo chiesti più volte nel corso delle nostre promozioni come la maggior parte degli uomini e delle donne scelgano i propri prodotti di bellezza. Spesso si tratta semplicemente di “simpatia” basata sulla qualità del packaging (la confezione), sulla notorietà del brand, sulla quantità di prodotto (sic!)., sull’abitudine maturata nel corso del tempo. Tuttavia, scegliere il prodotto giusto quando si tratta di cosmetica, è fondamentale. Migliaia di prodotti cosmetici contengono o non contengono elementi che possono rivelarsi, specialmente nel lungo periodo, nocivi per la nostra salute.

I parabeni, gli alcoli, l’alluminio, sono queli elementi che non dovrebbero far parte del contenuto di un prodotto cosmetico.

Ecco perché sapere leggere il codice INCI (acronimo di International Nomenclature of Cosmetics Ingredients) è fondamentale per effettuare un acquisto responsabile.

Ecco alcune caratteristiche da tenere in considerazione quindi:

1. L’ordine degli elementi. La disposizione degli elementi non è un caso: infatti quelli con maggior concentrazione vengono solitamente riportati per primi. Quindi, considerando che molti prodotti cosmetici (specialmente profumi) contengono sostanze potenzialmente pericolose, è importante che queste siano collocate in fondo all’insieme di elementi indicandone quindi una minima concentrazione.

Viceversa se un prodotto è definito come naturale, allora l’elemento costituente principale deve comparire nelle prime voci.

2. Occhio agli additivi. Additivi e conservanti sono composti chimici che vengono aggiunti alla miscela principale per garantirne la durata o per produrre determinate colorazioni, aromi o per la stessa consistenza del prodotto. Lo stesso discorso vale per i conservanti, indicati dal prefisso “CI”. E’ importante che, se presenti, siano relegati in fondo alla lista.

Altri elementi da tenere in considerazione (o meglio sarebbe bene che non fossero proprio inclusi nelle liste di ingredienti) sono tutti i prodotti derivati dal petrolio (il gruppo benzenico è infatti altamente cangerogeno): paraffine, oli minerali, petrolati, gruppi polimerici PEG e PPG. A questi aggiungiamo anche i gruppi siliconici che possono soffocare i pori (sono quei prodotti che creano delle patine lucide sulla pelle o sui capelli).

3. Allergenici. Altra categoria è quella dei prodotti allergenici. Verificate sempre la composizione di una crema viso, corpo, di un shampoo prima di applicarla sulla vostra pelle. Formaldeidi, imidazoli e prodotti affini possono rivelarsi pericolosi.

La lista potrebbe essere davvero lunga.

Ad ogni modo per saperne di più, vi invitiamo, ogni qual volta abbiate un dubbio su un determinato ingrediente presente nel prodotto cosmetico appena acquistato, ad utilizzare una preziosa guida creata da un’equipe di esperti biologi: Il BIODIZIONARIO.

Concludiamo affermando che i prodotti VIVIVERDE si ritrovano in quella categoria di prodotti che più rispettano i principi naturali e biologici. Perché? Semplicemente perché non si tratta di un’industria ma di un laboratorio artigianale dove il prodotto viene testato direttamente su chi lo produce e ne garantisce gli effetti benefici.

Linea Più è senza ombra di dubbio una di quelle aziende che, negli ultimi tempi, ha lavorato molto per affermare e consolidare la propria presenza nel settore energia luce e gas. Per questa ragione Risparmia Tu – La tua guida al risparmio sicuro ha deciso di includerla nel pool di aziende da prendere in esame per la nostra “comparazione a distanza”.

Per scoprire di più continua a leggere.

Ricordiamo che i parametri scelti per questa valutazione sono principalmente 4 soggetti a continuo aggiornamento (sia in positivo che in negativo):

    • Rapporto con l’utenza;
    • Utilizzo e qualità del sito web;
    • Presenza sui social;
  • Qualità/varietà dell’offerta.

La storia di Linea Più è relativamente giovane (la nascita risale al 2008) e, come qualsiasi giovane azienda in ascesa, ha cercato di distinguersi dalla massa offrendo ai propri clienti delle offerte Luce e gas estremamente vantaggiose. Nel 2014 ha raggiunto un fatturato di 350 milioni di euro commercializzando ben 323 milioni di metri cubi di gas e 617 Gigawattora di energia elettrica. Il rapporto con l’utenza è di quelli di amore/odio con recensioni che abbracciano l’intera gamma di valutazioni, positive e negative. Recentemente Linea più ha comunque operato in questo senso per migliorare la comunicazione con i propri utenti dimostrando attenzione e riguardo per quanti usufruiscono di questo servizio. La valutazione è 7/10 per i numerosi sforzi di miglioramento profusi in questo campo.

Sulla qualità del sito web di Linea Più ci sarebbe da discutere a lungo, per cui ecco qui brevemente riassunti i punti di forza e debolezza di questa vetrina aziendale. Ci piace molto l’idea che sia immediatamente reperibile l’offerta PLACET fin dal menu principale (offerta chiamata “TUTELA SIMILE”). Tutti gli utenti  potranno accedere a questo portale presente nel sito e scegliere anche questo tipo di offerta nel momento in cui cesserà il mercato di tutela da parte del gestore storico.

Il resto del sito si presenta abbastanza pulito, graficamente gradevole (con colori tenuti e buoni contrasti), forse con un’eccessiva concentrazione di elementi che potrebbe creare un po’ di confusione nell’utente meno avvezzo alla navigazione via web. Comunque un plauso alla presenza di un modulo nella pagina dedicato ai servizi che ogni utente può utilizzare in assoluta autonomia. Manca un servizio di contatto diretto (una chat on line o un servizio di chiamata diretta) ma, poco male, vista la difficoltà di alcuni utenti nell’utilizzo di questi strumenti.

Non ci piace invece la scarsa attenzione ai contenuti del blog, invero un po’ trascurato e fermo al “lontano” Agosto 2017.

Mediamente buona invece la velocità del sito, di gran lunga migliore rispetto a quella presa in esame per i siti di Iren e Green Network (il punteggio totalizzato è 57/100 su mobile e 65/100 su desktop), segno di una certa ottimizzazione dell’intera impalcatura web. Il voto è di 8/10.

E veniamo al sodo quindi.

Ancora lunga è la strada invece per affermare una presenza social forte come quella dei suoi competitor diretti. L’attività su Facebook è costante sebbene il bacino di follower sia ancora ridotto rispetto agli standard attuali (1487 utenti). Questo è da imputare essenzialmente alla funzione di questo strumento impiegato più per comunicazioni di servizio che per altre attività di promozione più in linea con l’evoluzione di questo mezzo (sempre più impiegato anche da i non più giovani e orientato sempre più ad un funzione business).

Stessa cosa per quello che riguarda Twitter (“solo” 66 follower). Molte comunicazioni di servizio e contenuti un po’ anonimi. La grafica di alcuni post è comunque superiore alla media di quelli in circolazione e si apprezza lo sforzo di mostrarsi “green” in questo senso. Ci piace l’utilizzo delle infographics per facilitare la comprensione di alcuni contenuti (come la lettura della bolletta o lo studio di alcuni consumi).

Google + più o meno riprende i contenuti condivisi su questi due social per cui poco altro da aggiungere.

Si nota invece una certa evoluzione sul canale You Tube con l’ultimo video pubblicato in ordine di tempo che ha raggiunto oltre 7000 visualizzazioni

Riassumendo il voto è (per ora): 6/10

E veniamo alla qualità dell’offerta che per Linea più significa poca ma buona:

Per le famiglie le offerte sono così suddivise e possono essere visualizzate anche sul nostro sito web:

Più controllo luce

Più controllo gas

A questa si aggiunge la possibilità di decidere di installare un impianto fotovoltaico.

Per le aziende le offerte sono suddivise per PMI, Medie imprese, Grandi Aziende, Condomini, Pubbliche amministrazioni ed anche in questo caso la possibilità di ricorrere all’installazione degli impianti fotovoltaici. Voto: 7/10

Riassumendo:

  • Rapporto con l’utenza: 7/10
  • Utilizzo e qualità del sito web: 8/10
  • Presenza sui social: 6/10
  • Qualità e varietà dell’offerta: 7/10

Voto complessivo: 7

Raccontateci voi stessi la vostra esperienza con il gestore Linea Più. Qui sotto nei commenti.

 

Continua la nostra ricerca nel mondo dei fornitori di luce e Gas. Questa è la volta dell’ azienda Iren, Luce Gas e Servizi, un’azienda in costante crescita ed in costante aggiornamento per far fronte alle esigenze del mercato libero Luce & Gas.

Ricordiamo ai nostri lettori che la valutazione viene effettuata sulla base di alcuni parametri qui di seguito riportati:

  • Rapporto con l’utenza
  • Utilizzo e qualità del sito web
  • Presenza sui social
  • Qualità/varietà dell’offerta

Iren è una realtà cresciuta in modo esponenziale in questi ultimi tempi si diceva, grazie soprattutto alla qualità della sua offerta e all’attivismo che caratterizza questa azienda nell’ambito del sociale/istruzione/innovazione, etc… Fin dal 2013 l’ azienda Iren può vantare un portafoglio di oltre 715000 clienti solo in ambito materia energia luce. Nel settore gas parliamo ugualmente di oltre 745000 clienti. Con queste credenziali possiamo essere sicuri di avere a che fare con un’azienda seria e competente, con un solido background alle spalle.

Dal punto di vista delle sicurezza e qualità Iren gode sia della certificazione ISO 9001, sia della certificazione OHSAS 18001. Ciò  dovrebbe far capire quanto sia importante per questa azienda la qualità e la sicurezza complessiva del servizio.

Il rapporto con gli utenti è generalmente buono a dispetto di alcune situazioni spiacevoli che più o meno ogni azienda che opera in questo settore deve affrontare periodicamente. Il voto è 7,50.

Dal punto di vista web Iren può ancora migliorare tantissimo. Ci è stato confermato che presto sarà  messo on line un nuovo portale aggiornato agli standard attuali. Per ora possiamo accedere sia al sito all’indirizzo https://www.gruppoiren.it che al sito all’indirizzo https://www.irenmercato.it  (ma potete accedere anche al canale news all’indirizzo https://www.ireninforma.it/). Il primo dell’elenco, sicuramente più aggiornato, offre una navigazione piacevole ricca di chicche grafiche di notevole fattura. Alcuni elementi ci convincono un po’ di meno (come l’iscrizione alla newsletter nascosta nel footer). Il menù è un po’ caotico e potrebbe forse essere razionalizzato in funzione di una maggiore leggibilità. Stesso discorso vale per il secondo sito, ancora impostato su un vecchio paradigma di design che ne limita leggermente la leggibilità (il punteggio è 26/100 sui dispositivi mobile e 29/100 per il sito desktop – fonte https://developers.google.com ). Voto (per ora): 5,50.

La presenza sui social è forte e in costante aumento. Facebook che conta quasi 20 000 follower viene aggiornato quotidianamente con news sulle ultime attività aziendali. Anche Twitter è un social (3455 follower) molto utilizzato da questa azienda con più aggiornamenti giornalieri. In sviluppo invece l’attività su You tube (140 iscritti) e Linkedin (962 follower). Voto: 7,50.

Un punto di forza dell’ azienda Iren è senza ombra di dubbio la varietà dell’offerta: IREN 10 x 2 Luce, IREN 10 x 2 Gas, Iren 10 x 2 Luce verde, Iren Energia Web e Iren energia Web Plus. Un parco offerta che offre molti vantaggi e sconti per ogni tipologia di cliente. Potete come sempre visionare alcune di queste direttamente sul nostro e decidere (senza impegno) se ricevere o meno maggiori informazioni a riguardo. Voto: 8,50.

Complessivamente Iren, luce gas e servizi ci ha convinto e il suo punteggio globale si attesta ben oltre la sufficienza. Forse, l’unica vera limitazione di questo gestore è l’area disponibile per l’attivazione del servizio. Ovvero è possibile accedere ai servizi Iren solo nel Nord Italia.

Riassumendo:

Rapporto con l’utenza VOTO: 7,50

Utilizzo e qualità del sito web VOTO: 5,50

Presenza sui social VOTO: 7,50

Qualità/varietà dell’offerta VOTO: 8,50

VOTO TOTALE : 7 +

E voi cosa pensate di IREN, raccontateci la vostra esperienza, qui nei commenti.

In questo articolo vi forniremo 5 consigli per una pelle perfetta che abbiamo individuato per voi. Risparmia Tu – La tua guida al risparmio sicuro è attenta a tutti quei settori nei quali il consumatore può e deve ottenere il massimo risparmiando.

La cura della pelle è un aspetto fondamentale che ciascuno di noi deve prendere seriamente in considerazione quando si viene a parlare di benessere duraturo.

La pelle è la prima interfaccia con il mondo esterno, quindi soggetta a migliaia di stimoli tutti i giorni e a tutte le ore. Freddo, caldo, polvere, pioggia sono solo alcuni degli agenti esogeni che possono influire sulla qualità della pelle. A questi ovviamente si aggiungono tutti quelli endogeni legati allo stato di salute generale dell’organismo. La verità è che possiamo in qualche modo influire su tutti questi elementi operando delle scelte opportune: migliorando ad esempio il nostro stile di vita, cambiando l’alimentazione, utilizzando prodotti cosmetici adeguati alle nostre esigenze, sfruttando trattamenti estetici precisi e mirati, effettuando check-up medici (il dermatologo) quando lo si ritiene necessario.

Può suonare strano ma la cura della pelle è qualcosa che interessa donne e uomini in ugual misura oggi. Se un tempo questo aspetto era ad appannaggio quasi esclusivo del genere femminile, oggi la tendenza è sensibilmente cambiata e questo fenomeno interessa profondamente anche il genere maschile.

Ma come promesso, ecco 5 consigli per una pelle perfetta semplici ma preziosi

  • 1. Tipo di pelle. È importante conoscere il proprio tipo di pelle. Questo è un consiglio fondamentale per tutte quelle persone che vogliono migliorare il proprio aspetto. Fatevi aiutare eventualmente da un professionista che, dopo un’approfondita analisi, vi indicherà le caratteristiche principali della vostra pelle e quindi il trattamento più adeguato alle vostre esigenze.
  • 2. Rimani sempre idratato. Bevi spesso. Si tratta di un consiglio semplice che non costa praticamente nulla. Una pelle idratata significa una pelle sana e pulita.
  • 3. Riposa. Altro consiglio economico questo. La pelle, come tutto il resto dell’organismo, ha bisogno di risposo per rigenerarsi come si deve. Microtraumi, piccole lesioni e altri problemi minori accumulati durante la giornata, vengono “curati” durante le ore di sonno. Riposando a sufficienza tutto l’organismo vi ringrazierà.
  • 4. Protezioni solari. Avete una pelle particolarmente chiara? Usate protezioni solari che impediranno alla pelle di disidratarsi e rovinarsi. Questo è uno dei segreti per una pelle giovane a lungo termine.
  • 5. Un consiglio nella scelta dei prodotti. È sempre preferibile utilizzare un prodotto alcool free. Non conoscendo le percentuali di concentrazione di questo  elemento (potenzialmente nocivo) presente nel prodotto scelto, è meglio sempre sceglierne uno direttamente senza. L’eccesso di alcool (come l’etanolo) distrugge lo strato di grasso protettivo e secca la pelle esponendola ai rischi esterni.

Un ulteriore consiglio BONUS è quello di evitare prodotti grassi (come i latticini) e consumare alimenti (frutta in particolare) con un alta percentuale di vitamine come A, C ed E . Secondo alcuni anche l’acido salicilico (quello contenuto nell’aspirina) può essere utile per curare lo stato di salute della pelle.

snail terapy

Ovviamente è un prodotto che richiede un utilizzo attento in quanto influisce sullo stato della pressione sanguigna causandone l’abbassamento. Inoltre, prodotti di origine naturale (come la famosa saliva di lumaca), secondo recenti studi nell’ambito della cosmetica, hanno un effetto veramente portentoso per quello che riguarda la rigenerazione della pelle e la preservazione del suo stato.

Questi sono i 5 consigli per una pelle perfetta a costo zero presentati da Risparmia Tu che vi aiuteranno a migliorare lo stato della vostra pelle.

E voi? Come curate il vostro aspetto? Quali pratiche adottate per preservare la vostra pelle?

Interruzione senza preavviso di lunga durata: tempi e rimborsi

Le interruzioni senza preavviso della fornitura elettrica sono molto spesso un problema fastidioso che, tuttavia, si risolve solitamente in poche decine di minuti, più raramente in alcune ore.

Può succedere però che un’interruzione senza preavviso duri più di qualche ora, in tal caso, in Estate come d’Inverno, questo può causare notevoli disagi in un senso o nell’altro. Cosa fare in questo caso?

In questo breve articolo la risposta a questo spinoso problema.

Diciamo, innanzi tutto, che il numero di ore “massimo” di attesa è direttamente correlato al numero di abitanti nei vari centri.

Con i comuni con più di 50 000 abitanti l’interruzione senza preavviso non può durare più di 8 ore consecutive (ma in realtà possono essere anche non consecutive quando si ripresenta una seconda interruzione nell’arco di un’ora dalla prima).

Per i comuni con una popolazione tra i 5000 e i 50000 abitante l’interruzione senza preavviso non può essere superiore alle 12 ore.

Per i comuni con meno di 5000 abitanti o che abitano ad altitudini superiori ai 1500 metri, infine, il tempo massimo non può ugualmente superare le 12 ore.

In tutti questi casi e limiti fissati dall’Autorità, i clienti (domestici e aziendali) che hanno una potenza inferiore o pari ai 6 Kw, hanno il diritto di ricevere un rimborso di 30 € più 15 € ogni 4 ore di ulteriore interruzione. Il rimborso è lecito fino ad un tetto massimo di 300 € in questi casi. Nella tabella (tratta direttamente dal sito dedicato dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico) sono descritte tutte fasce e i relativi rimborsi in base alla potenza del contatore.

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In tal caso è possibile avvalersi anche di un ulteriore rimborso (vedi risarcimento) per i danni subiti secondo le regole del Codice Civile.Immaginiamo ora l’ipotesi in cui all’interruzione di corrente senza preavviso sia associato anche un danno. Questa situazione, molto più probabile per l’utenza domestica rispetto a quella aziendale (spesso le aziende hanno a disposizione generatori ausiliari e sistemi che garantiscono una certa continuità nella produzione) può portare, nella migliore delle ipotesi, alla perdita di prodotti alimentari deperibili custoditi nel frigorifero o nel freezer.

Ci sono tuttavia delle eccezioni.

I tetti massimi di interruzione del servizio non possono essere applicati quando il comune (di qualunque grandezza esso sia) è soggetto ad un provvedimento di evacuazione della popolazione. Comunque non possono essere applicati a quella parte della popolazione di un determinato comune soggetto a questo provvedimento.

Per ogni ulteriore informazione vi invitiamo a prendere visione della normativa direttamente dal sito dell’Autorità.

  1. Atto 646/2015/R/eel – TIQE – Artt.38, 51 e Tabelle 9a e 10

 

Ecco una breve guida schematica alla lettura della bolletta sulla fornitura elettrica.

Di solito la bolletta è suddivisa in 7 sezioni tematiche:

  1.  I dati del cliente e della fornitura
  2. Dati relativi alla bolletta
  3.  Letture, consumi ed eventuali ricalcoli
  4. Informazioni sui pagamenti ed eventuali rateizzazioni
  5. Sintesi degli importi fatturati, voci di spesa a prezzi unitari
  6. Costo medio unitario
  7. Elementi presenti saltuariamente nella bolletta sulla fornitura elettrica

1.In questa sezione sono contenuti i dati anagrafici del cliente (nome, cognome, azienda, codice fiscale, P.IVA). Sono inoltre contenute altre  voci relative a:

  • Indirizzo di recapito della bolletta
  • Dati identificativi del punto (punto fisico dove avviene la fornitura di energia) – Indirizzo di fornitura e codice POD
  • Mercato di riferimento:  servizio di maggior tutela. E’ il servizio di fornitura dell’elettricità a condizioni economiche e contrattuali stabilite dall’Autorità.
    Il cliente domestico o le piccole imprese (PMI) sono servite in maggior tutela se non hanno mai cambiato venditore né stipulato con lo stesso un contratto nel mercato libero, o se ne hanno nuovamente richiesto l’applicazione dopo aver stipulato un contratto nel mercato libero con lo stesso o altri venditori.
  • Consumo annuo: in mancanza di dati precisi, viene a volte fornito un consumo stimato per anno. Il consumo è ulteriormente suddiviso per fasce orarie
  • Servizio Guasti: dovrebbero essere presenti i recapiti per segnalare eventuali guasti e/o  malfunzionamenti sulla rete

2. In questa sezione sono contenuti i dati relativi alla bolletta in se:

  • Estremi della bolletta sulla fornitura elettrica (num.progressivo, data di emissione, periodo di riferimento
  • Scadenza del pagamento

3.  In questa sezione sono contenute tre voci relative ai consumi:

  • Letture e consumi
  • Consumi stimati fatturati in bollette precedenti
  • Ricalcoli

4. In questa sezione sono contenuti le informazioni relative ai metodi di pagamento

  • Modalità di pagamento: per il mercato di maggior tutela deve essere presente almeno un metodo di pagamento gratuito. 
  • Informazioni sui pagamenti: riepilogo sui pagamenti
  • Rateizzazione

5.  In questa sezione vengono riportate tutte le informazioni relative ai costi della materia energetica

  • Riepilogo voci di spesa : la bolletta indica in modo sintetico gli importi da pagare per le diverse voci di spesa.
    • La materia energia (Spesa)
    • Trasporto e Gestione del contatore (Spesa)
    • Spesa per oneri di sistema
    • Imposte

Le voci di spesa indicate su tutte le bollette nel riepilogo sono:

  • Dettagli sul calcolo delle imposte
  • Dettagli per le voci di spesa “altre partite” :  presente quando nella bolletta vengono accreditati o addebitati importi diversi da quelli che devono essere compresi nelle altre voci di spesa indicate nel riepilogo.

6. In questa sezione si trovano due voci:

  • Costo medio unitario della bolletta sulla fornitura elettrica: calcolato come rapporto tra quando complessivamente dovuto  al netto di quanto fatturato nella voce “altre partite” e Kwh fatturati
  • Costo medio unitario della spesa per la materia energia: calcolato come rapporto di quanto dovuto per la voce SPESA per la materia energia e i Kwh fatturati

7. Quelli che seguono sono, infine, elementi che possono presentarsi saltuariamente nella bolletta sulla fornitura elettrica (non obbligatori)

  • Dettagli consumi degli ultimi 12 mesi
  • Data di attivazione della fornitura
  • Tensione della fornitura
  • Mix energetico: come viene prodotta l’energia fornita alla clientela
  • Informazioni su aggiornamenti di prezzi e tariffe

Per ogni ulteriore informazione vi invitiamo a visitare il sito dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. 

ADSL2 e ADSL 2+ , quante volte abbiamo trovato queste diciture sulla scatola del nostro modem, eppure consociamo bene che cosa significano?

In questo mini glossario troverete la risposta a questo quesito.

Si tratta di due standard  così definiti dall’ ITU (International Telecommunication Union) , un’organizzazione che si occupa di definire  una regolamentazione unificata e condivisa sull’impiego delle onde radio nell’ambito della comunicazione.

Questi standard (ne esistono anche altri come il VDSL)  sono sviluppati da gruppi formati da esperti sia del settore pubblico che privato. I consigli (che valgono più come delle vere e proprie raccomandazioni) dell’ITU,  definiscono i parametri di gestione del traffico che si sviluppa attraverso le moderne tecniche di comunicazione e sono spesso alla base delle moderne tecnologie di comunicazione.

L’ADSL2 (o standard ITU G.992.3/4) è un protocollo che descrive l’estensione della velocità rispetto alla vecchia sigla ADSL. Tali velocità sono maggiori poiché la frequenza di modulazione risulta più ampia e migliorata. Le velocità raggiungibili sono nell’ ordine dei 12Mbit/s in download e 3,5 in upolad (tali valori possono oscillare in base al tipo di dispositivo/modem posseduto). Lo standard è entrato in vigore nella sua versione definitiva a partire dal 2009.

L’ADSL2+ (ITU G.992.5)  è niente altro che un’ulteriore evoluzione dello standard ADSL . La velocità in download è raddoppiata rispetto all’ ADSL2 e (fino a 24 Mbit/s) ed è alla base della maggior parte dei dispositivi presenti oggi nelle case degli Italiani.

In alcune nazioni europee e attualmente in alcune  parti d’Italia, esistono, inoltre, progetti che fanno riferimento allo standard VDSL (e VDSL2) che consentono velocità di connessione ancora maggiori (riconducibili ai cablaggi in fibra).

Fortunatamente molti modem moderni riescono a supportare diversi standard senza alcun problema. Allo stesso tempo molte delle offerte dei gestori presenti oggi sul mercato  forniscono in bundle con il sevizio acquistato un modem adeguato alle esigenze del servizio stesso. Un pensiero di meno per il cliente.

 

La sigla FTTx vi dice nulla?
Se la risposta è negativa proseguite nella lettura per conoscere la risposta.

Quali sono i parametri che ci spingono a scegliere una compagnia telefonica piuttosto che un’altra per il nostro servizio di internet ADSL?

Una delle discriminanti, al di là del risparmio, è sicuramente l’offerta tecnica che il nostro fornitore del servizio propone.

Sembrano tutte ottime sulla carta, ma alcune nascondono delle sorprese non sempre gradite.

Fino a poco tempo fa, nonostante gli importanti sviluppi tecnologici nel campo della trasmissione del segnale lungo la rete disponibile, un ostacolo notevole era rappresentato dal cosiddetto ultimo miglio. Che cosa è l’ultimo miglio? Senza scendere in eccessivi tecnicismi, si tratta del collegamento che intercorre tra la cabina di connessione e l’edificio dove si trova fisicamente il nostro modem. Questa infrastruttura per lungo tempo impediva al segnale di arrivare a destinazione con tutta la sua ampiezza originaria.

Un doppino di rame riduceva la banda di diversi punti percentuale. Ecco perché spesso ci siamo ritrovati con una banda nominale ad esempio di 20Mbps  ma una banda effettiva di 5-6 Mbps in download (o  meno).

Il doppino di rame “frena” fisicamente l’impulso elettrico facendogli attraversare un mezzo fisico (il rame) per tutta la sua variabile lunghezza. Tutto questo non accade con un cavo di fibra ottica. In questo mezzo, estremamente costoso e delicato (la sua qualità è data della complessità della sua trama interna) le informazioni viaggiano alla velocità della luce. Con un cablaggio in fibra ottica, la distanza dalla cabina diviene quasi del tutto irrilevante. L’ultimo collo di bottiglia in questo caso resta quello dei vecchi cavi telefonici ancora presenti all’interno dell’edificio (che possono essere molto vecchi a seconda delle aree) e che possono ostacolare il segnale.

Ecco le sigle che dovreste imparare:

  • FTTN – Fiber To The Node – Ossia Fibra sino al nodo (da queesto punto in poi ritroviamo il vecchio doppino di rame sino all’edificio) – La distanza dell’edificio dal nodo può essere davvero notevole con la conseguente perdita di gran parte del segnale.
  • FTTC – Fiber To The Cabinet – Ossia fibra sino all’armadio di derivazione (se siete fortunati avrete notato all’inizio della vostra via una cabina telefonica). La distanza dall’armadio è variabile ma spesso si riduce a poche centinaia di metri.
  • FTTB – Fiber The The Building – Fibra sino all’edificio – situazione largamente diffusa in molte regioni di Italia. L’ostacolo maggiore in questo caso è dato dall’età del palazzo.
  • FTTH e FTTP – Fiber to the Home e Fiber to the Promises – Fibra sino alla casa e fibra sino al complesso residenziale, casa di campagna, azienda etc… Questa è in teoria la condizione ideale per cui la perdita del segnale si riduce davvero ai minimi termini, garantendo velocità di connessione molto elevate.

Quest’ ultima soluzione è attualmente presente solo in 11 città italiane ed offre con alcuni gestori una velocità di connessione sino a 1000 Mbps in down (100 in up).  Con queste velocità, considerate stratosferiche, è possibile usufruire di contenuti dal web che richiedono grande dispendio di banda (streaming in FullHD o 4K con alti frame-rate).
Il consiglio, quindi, per tutti i consumatori da parte di Risparmia Tu è di verificare effettivamente che la propria zona sia coperta dai servizi richiesti.

La sigla FTTx può darvi, come abbiamo visto, alcune informazioni utili riguardo al tipo di servizio adatto a voi.

Sarebbe inutile, infatti, stipulare un contratto per una linea superveloce e poi ritrovarsi comunque per le mani una normalissima linea di vecchia concezione a causa dei limiti tecnici della propria area di residenza. È inutile anche acquistare un servizio FTTH nella speranza che comunque la connessione sia più veloce: spesso la banda viene comunque ridotta dalla centrale per evitare sovraccarichi sulla vecchia linea e conseguente blocco dell’intera connessione.
Ricordate: siate sempre consapevoli dei vostri acquisti. Il primo risparmio parte proprio da voi!

Quella che segue è una mini guida sul risparmio energetico nel modulo 730. Come non incappare in alcuni errori nella sua compilazione.
Sono, in effetti, notizie che spesso passano un po’ inosservate, almeno fino al momento in cui i consumatori non si trovano a dover a che fare direttamente con alcune piccole gabole presenti nel modulo 730.

Veniamo subito alla pratica.

La detrazione è applicabile a dei soggetti specifici:

  • proprietari, in generale coloro che possono dimostrare di avere un diritto di proprietà su determinati edifici sui quali sono stati fatti dei lavori di riqualificazione;
  • condomini di uno stesso palazzo;
  • familiari e conviventi che possono dimostrare, fatture alla mano, di aver effettuato dei lavori di ristrutturazione.

Innanzi tutto è necessario accedere alla sezione IV della dichiarazione dei redditi nel modulo 730/2017. In questa sezione si devono riportare tutti i costi sostenuti (dal 2008 al 2016) riguardo agli interventi che hanno come scopo il risparmio energetico. Le strutture interessate rientrano in qualsiasi categoria catastale.

La domanda è: a quanto ammontano le detrazioni per il risparmio energetico?

  • 55% spese sostenute dal 2008 al 2012 e dal 1° Gennaio al 5 giugno 2013;
  • 65% spese sostenute dal 6 Giugno 2013 al 31 Dicembre 2016

Per accedere alle detrazioni sarà necessario possedere alcuni importanti documenti che provano oltre ogni ragionevole dubbio l’attuazione del piano disposto al miglioramento energetico.

Fattura regolare dell’impresa che ha realizzato i lavori;
L’accertamento documentato (la cosiddetta asseverazione sostituta o esplicitata) dei lavori eseguiti corrispondano a dei criteri specifici di riduzione dei consumi energetici (può avvenire attraverso la certificazione di un esperto/professionista/tecnico* o la certificazione del produttore stesso del servizio fornito – es. nuova caldaia, finestre isolanti, etc…);

Questi documenti devono essere inviati entro 90gg dalla fine dei lavori all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) con una raccomandata semplice all’indirizzo del Dipartimento ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile in via Anguillarese 301, 00123, Santa Maria di Galeria (Roma). Nella raccomandata sarà necessario specificare come riferimento: “Detrazioni fiscali – riqualificazione energetica”.

Alcuni accertamenti potrebbero essere richiesti. È quindi opportuno preservare ed esibire questo tipo di documenti:

  • L’asseverazione di cui sopra;
  • La ricevuta dell’invio della raccomandata all’ENEA;
  • Fatture o ricevute dei lavori svolti;
  • Ricevute degli eventuali bonifici di pagamento;

Da tenere presente: le detrazioni possono essere applicate per le seguenti tipologie di interventi:

  • installazione pannelli solari;
  • sostituzione impianti di climatizzazione invernali;
  • schermature solari;
  • impianti di climatizzazione invernali alimentati a biomasse;
  • riqualificazione energetica di edifici già esistenti;
  • interventi sulle facciate di edifici già esistenti;

Nel modello di dichiarazione dei redditi 730/2017 la detrazione va indicata nei righi da E61 a E62 del modello 730/2017

Colonna 1 (Tipo di intervento): indicare il codice che individua il tipo di intervento effettuato e in particolare:

  • Interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti. Sono gli interventi diretti alla riduzione del fabbisogno di energia primaria necessaria per soddisfare i bisogni connessi a un uso standard dell’edificio, che permettono di conseguire un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale non superiore ai valori definiti dal decreto del Ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008 – Allegato A. Rientrano in questo tipo di intervento la sostituzione o l’installazione di climatizzatori invernali anche con generatori di calore non a condensazione, con pompe di calore, con scambiatori per teleriscaldamento, con caldaie a biomasse, gli impianti di cogenerazione, rigenerazione, gli impianti geotermici e gli interventi di coibentazione che non hanno le caratteristiche richieste per la loro inclusione negli interventi descritti ai punti successivi;
  • Interventi sull’involucro degli edifici esistenti. Sono gli interventi su edifici esistenti relativi a strutture opache verticali (pareti), orizzontali (coperture e pavimenti), fornitura e posa in opera di materiale coibente, materiale ordinario, nuove finestre comprensive di infissi, miglioramento termico di componenti vetrati esistenti, demolizione e ricostruzione dell’elemento costruttivo a condizione che siano rispettati i requisiti richiesti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K, definiti dal suddetto decreto;
  • Installazione di pannelli solari. Sono gli interventi per l’installazione di pannelli solari, anche realizzati in autocostruzione, bollitori, accessori e componenti elettrici ed elettronici utilizzati per la produzione di acqua calda ad uso domestico;
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. Sono gli interventi di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione. Vi rientrano anche i lavori di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompa di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia, interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria;
  • Acquisto e posa in opera di schermature solari. Sono gli interventi per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari a protezione di una superficie vetrata, applicate in modo solidale con l’involucro edilizio e non liberamente montabili e smontabili dall’utente. Non fruiscono dell’agevolazione le schermature solari autonome (aggettanti) applicate a superfici vetrate esposte a nord;
  • Acquisto e installazione di sistemi di climatizzazione invernale alimentati a biomasse combustibili
  • Acquisto, installazione e attivazione di sistemi di controllo multimediali utilizzabili da remoto di riscaldamento e/o produzione di acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative.

Colonna 2 (Anno): indicare l’anno in cui sono state sostenute le spese;

Colonna 3 (Periodo 2013): compilare questa colonna solo per spese sostenute nel 2013. Indicare uno dei seguenti codici:
1. spese dal 1° gennaio al 5 giugno 2013 (detrazione del 55%);
2. spese dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 (detrazione del 65%);

Colonna 4 (Casi particolari) indicare il codice:

  • 1. nel caso di spese sostenute per lavori iniziati tra il 2008 e il 2015 e ancora in corso nel 2016;
  • 2. nel caso in cui le spese sostenute in anni precedenti al 2016 riguardino un immobile ereditato, acquistato o ricevuto in donazione nel 2016;
  • 3. nel caso in cui siano presenti entrambe le ipotesi descritte dai codici elecati nelle prime 2 fattispecie qui sopra (lavori che proseguono in più anni ed immobile ereditato, acquistato o ricevuto in donazione);

 

Colonna 5 (Periodo 2008 – Rideterminazione rate): i contribuenti che dal 2009 al 2016 hanno acquistato, ricevuto in donazione o ereditato un immobile, oggetto di lavori nel corso del 2008, se hanno rideterminato o intendono rideterminare il numero delle rate scelte da chi ha sostenuto la spesa, indicano in questa colonna il numero delle rate in cui è stata inizialmente ripartita la detrazione e nella colonna 6 il numero di rate (10) in cui è possibile rideterminare la detrazione.

Colonna 6 (Rateazione): indicare il numero di rate in cui deve essere ripartita la detrazione e, precisamente:
‘10’ se la spesa è stata sostenuta dal 2011 al 2016;
fra ‘8’ e ‘10’ se la spesa è stata sostenuta nel 2008 (numero di rate in cui si è scelto di ripartire la detrazione). Se è stata compilata la colonna 5 (“rideterminazione rate”), in questa colonna indicare ‘10’ (numero rate in cui è possibile rideterminare);

Colonna 7 (Numero rata): indicare il numero della rata che il contribuente utilizza nell’anno 2016. Ad esempio, indicare 3 per le spese sostenute nel 2014, 2 per le spese del 2015 e 1 per le spese del 2016;
Colonna 8 (Importo spesa): indicare l’ammontare della spesa sostenuta che, ad eccezione delle spese indicate con il codice “7”, dovranno essere indicate entro i limiti indicati.

Come avete potuto vedere in questo articolo, il risparmio energetico ha una collocazione importante in seno alla dichiarazione dei redditi e consente importanti sgravi fiscali per tutti coloro i quali decideranno di adeguare le proprie abitazioni, luoghi di lavoro, etc… secondo le più moderne indicazioni in fatto di risparmio energetico.

Vi invitiamo, inoltre, a scaricare la nostra guida gratuita al risparmio energetico nel 2017 in formato pdf.

E voi cosa ne pensate? Avete già eseguito dei lavori per garantire il vostro risparmio energetico ?