Tag: sostenibile

Che cosa sono le risorse rinnovabili?

In uno degli articoli precedenti abbiamo parlato del mercato economico legato al mondo delle risorse rinnovabili. Dell’incremento delle vendite e degli acquisti in questo settore in forte sviluppo.

In questo post entreremo nello specifico e parleremo di cosa e quali sono le fonti di energia rinnovabili.

Ancora oggi molti consumatori non hanno ben chiara la distinzione fra questo genere di fonti energetiche e quelle più tradizionali considerate esauribili e non rinnovabili (come ad esempio petrolio, carbone e gas).

Partiamo da un semplice elenco delle principali prima di approfondire il concetto attraverso una definizione più chiara e comprensiva:

  • energia nucleare (anche questa è considerata una fonte altamente rinnovabile poiché sfruttabile per lunghissimi periodi di tempo);
  • biomasse;
  • energia solare;
  • energia eolica;

accanto a queste possiamo aggiungere

  • energia geotermica;
  • precipitazioni e acque;
  • maree e correnti marine;

Le risorse rinnovabili sono spesso associate a fonti di energie ottenute in modo sostenibile, ossia con rispetto e attenzione verso le caratteristiche dell’ambiente e con un occhio di riguardo verso l’efficienza e lo spreco nel loro utilizzo.

Associare le risorse rinnovabili alla produzione energetica che ne deriva e al rispetto dell’ambiente è giusto ma alle volte non del tutto esatto. Immaginate l’estensione di alcuni parchi eolici o le enormi superfici coperte dai pannelli solari o fotovoltaici. Alcuni considerano queste infrastrutture eccessivamente invadenti in grado di deturpare ambiente e paesaggio, specialmente in aree considerate ad alto valore naturalistico. Alcuni recenti studi hanno valutato anche l’impatto ambientale su fauna e avifauna delle aree interessate da queste strutture con alcuni risultati molto interessanti.

Nel dettaglio riportiamo qui un elenco ancora più preciso di risorse rinnovabili, così definite dalle stessa legge italiana. Si tratta del Decreto Legislativo 28 de l03/03/2011 che ha recepito i contenuti della Direttiva 2009/28/CE.

All’articolo 2 possiamo leggere chiaramente le seguenti definizioni:

a) «energia da fonti rinnovabili»: energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas;

b) «energia aerotermica»: energia accumulata nell’aria ambiente sotto forma di calore;
c) «energia geotermica»: energia immagazzinata sotto forma di calore nella crosta terrestre;
d) «energia idrotermica»: energia immagazzinata nelle acque superficiali sotto forma di calore;

e) «biomassa»: la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, gli sfalci e le potature provenienti dal verde pubblico e privato, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani;

f) «consumo finale lordo di energia»: i prodotti energetici forniti a scopi energetici all’industria, ai trasporti, alle famiglie, ai servizi, compresi i servizi pubblici, all’agricoltura, alla silvicoltura e alla pesca, ivi compreso il consumo di elettricità e di calore del settore elettrico per la produzione dielettricità e di calore, incluse le perdite di elettricità e di calore con la distribuzione e la trasmissione;

g)«teleriscaldamento» o «teleraffrescamento»: la distribuzione di energia termica in forma di vapore, acqua calda o liquidi refrigerati, da una o più fonti di produzione verso una pluralità di edifici o siti tramite una rete, per il riscaldamento o il raffreddamento di spazi, per processi di lavorazione e per la fornitura di acqua calda sanitaria;

h) «bioliquidi»: combustibili liquidi per scopi energetici diversi dal trasporto, compresi l’elettricità, il riscaldamento ed il raffreddamento, prodotti dalla biomassa;

i) «biocarburanti»: carburanti liquidi o gassosi per i trasporti ricavati dalla biomassa;

Nei prossimi articoli parleremo di come l’Italia e le sue numerose aziende affrontano il mercato delle risorse rinnovabili.

 

 

 

Risparmio energetico e stili di vita sostenibili: è possibile?

Risparmio energetico e stili di vita sostenibili: è possibile?

La tematica del risparmio energetico e stili di vita sostenibili a livello locale così come a livello globale è ormai un argomento ampiamente di interesse pubblico.
Non si può prescindere dal risparmio e dal consumo consapevole delle risorse per evitare inutili sprechi.
Un’attività, questa, che richiede alcuni accorgimenti, ma che chiede anche una certa sensibilità alle tematiche sociali ed ambientali.

A livello regionale, nazionale ed europeo, l’attività di sensibilizzazione riguardo il Risparmio energetico e stili di vita sostenibili prevede l’investimento di ingenti risorse economiche in programmi dalle ricadute finora più o meno prevedibili e/o efficaci.

Accanto a queste attività ufficiali, vi sono poi alcune campagne di sensibilizzazione che hanno riscosso un più che meritato successo, soprattutto grazie al carisma innato dei loro promotori.
M’illuminoDiMeno di RaiRadio2 è, senza ombra di dubbio, da annoverare fra queste.
Noi di RisparmiaTu.com non siamo insensibili a questo genere di attività.
Proponendoci sul mercato come un’azienda sensibile alle tematiche del risparmio in ogni suo aspetto, non possiamo non condividere il nobile scopo dell’iniziativa dietro M’illuminoDiMeno.
Da 13 anni a questa parte, l’iniziativa promossa dallo staff radiofonico di Cartepillar, suggerisce una serie di buone pratiche volte, non solo al risparmio energetico tout court, ma anche alla cooperazione e alla condivisione.
Ecco qui di seguito alcuni dei punti proposti il 24 Febbraio 2017 scorso, giorno in cui si festeggia il Risparmio energetico e Stili di Vita Sostenibili :

    • Spegnere le luce e accendere l’energia della condivisione;
    • Condividere gli strumenti da lavoro elettrici;
    • Condividere l’auto per andare a lavoro;
    • Usare il car sharing o il bike sharing;
    • Cucinare e mangiare tutti insieme, a casa o in piazza;
    • Condividere il sapere e il saper fare;
    • Condividere oggetti inutilizzati

Come si può vedere, tutti hanno più o meno a che fare con il risparmio e la cooperazione.
Si tratta di sfruttare al meglio le risorse disponibili, direttamente o indirettamente, l’instaurarsi di una serie di buone pratiche.
Vera propria sfida energetica sui generis che mira ad alimentare il Risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili.
Una sfida che tutti noi dovremmo accettare volentieri.