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Autonomia energetica: si risparmia davvero?

Negli ultimi anni l’indipendenza energetica è una soluzione abbracciata da sempre più utenti privati e aziende. Slacciarsi dalla rete, infatti, presenta un certo numero di vantaggi anche se, indubbiamente, presenta dei costi veramente alti per l’acquisto delle infrastrutture necessarie a produrre l’energia utile alle proprie attività. A questi vanno poi aggiunti i costi di manutenzione periodica per mantenere efficienti i sistemi installati, di qualsiasi natura essi siano: cogeneratori, batterie o fotovoltaico.
Per alcuni si tratta di una spesa veramente sproporzionata e, non vedendo all’orizzonte l’opportunità immediata di un ritorno dell’investimento, si va a rinunciare fin dal principio alla propria autonomia energetica.
Eppure, considerando le varie detrazioni fiscali oggi possibili per chi dovesse decidere di investire in questo genere di attività, questa potrebbe rivelarsi una scelta molto oculata da effettuarsi, sia nel breve che nel lungo periodo.

Tutto ciò, ovviamente, non è visto di buon occhio dai vari protagonisti del mercato dell’energia che vedono così allontanarsi possibili nuovi clienti e addirittura cominciano a prendere in considerazione la possibilità di perdere quelli vecchi. Su questi, infatti, andrebbero a gravare costi sempre maggiori proporzionati alla misura numerica della fuga dei clienti verso altri sistemi di produzione energetica realizzati in autonomia.
Nei Paesi anglosassoni questa possibilità appare molto più concreta rispetto a ciò che accade invece in Italia (la cosiddetta “grid defection”), dove, nonostante il costo elevato dell’energia elettrica, difficilmente si è disposti ad investire somme esorbitanti in simili infrastrutture. A questo, si aggiunge ancora una certa resistenza al cambiamento e una certa diffidenza verso questi costosi impianti, anche quando vige l’assicurazione sulla loro assoluta efficienza ed affidabilità.

Nonostante questo, la tendenza nell’immediato futuro potrebbe essere orientata ad una soluzione “di comodo” che prevede sia una certa autonomia energetica, sia la permanenza in una rete di distribuzione, ciò per restare sempre con le spalle coperte in qualsiasi situazione di bisogno. Questo vale ancora di più per tutte quelle attività domestiche, commerciali e industriali che richiedono grandi consumi energetici.

I vantaggi di un possibile slaccio dalla rete vengono bene descritti dal popolare “Libro Bianco ANIE RSE (Ricerca Sistema Energetico)” sui sistemi di accumulo ad alta definizione. Una serie di dati che hanno già orientato le scelte di molti consumatori/imprenditori e che porteranno altri a scegliere una strada piuttosto che un’altra nel prossimo futuro. Scaricalo subito iscrivendoti al nostro servizio gratuito di informazione e newsletter.