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Termine fibra spiegato per legge

Al giorno d’oggi non è difficile, anzi è sempre più probabile, sentire qualcuno parlare di connessione utilizzando il termine fibra, sia che si tratti di una connessione superveloce o iper o in qualsiasi altra variante pubblicitaria. Sono decine le offerte che ogni giorno gestori come Fastweb, Vodafone, 3, Wind – Infostrada (giusto per citare i più popolari sulla piazza) sfornano per venire incontro alle più disparate esigenze di connessione. Anche perché, oggi, è quantomeno impensabile vivere senza una connessione al web (una connessione di almeno 7 Mb si intende). Pensiamo alla fatturazione elettronica di molti gestori Luce e Gas, Telefonia, Assicurativi, inviata unicamente via mail (e francamente preferibile a quella cartacea), per non parlare di tutto quell’apparato ludico ed informativo che passa esclusivamente attraverso il web ormai.

Ecco perché nell’ultimo DL sulle telecomunicazioni (appena approvato in Senato in Commissione Bilancio) si è cercato di regolamentare e di gestire diversi fenomeni (e malcostumi) all’interno di questi settori così importanti.

Ecco i cambiamenti più importanti.

Partiamo innanzi tutto dal fenomeno, ormai troppo diffuso, delle bollette a 28 giorni. Secondo il DL le fatture dovranno corrispondere ad un ciclo di fatturazione pari a 30 giorni (o multipli), non uno di meno. Questo varrà per le imprese telefoniche, fornitrici di ADSL e Pay TV. Ovviamente non sono incluse le promozioni e le offerte per un periodo limitato di tempo.

Esistono delle sanzioni per chi non rispetta questa regola?

La risposta è Sì. La norma stabilisce che l’utenza abbia il diritto ad un rimborso di circa 50 euro in caso che i trenta giorni canonici non vengano rispettati. La buona notizia per tutti i risparmiatori è che per ogni giorno di violazione verrà applicata la sanzione aggiuntiva di 1 euro.

Ma una delle novità più importanti apportante al DL da una serie di recentissimi emendamenti è senza ombra di dubbio l’obbligatorietà per tutte le compagnie di specificare chiaramente attraverso un’informativa trasparente che cosa si intenda con il termine fibra. Da oggi in poi non sarà più possibile parlare genericamente di connessione “fibra” ma dovrà essere specificata la qualità dell’infrastruttura impiegata. Il regolamento sarà stabilito dall’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Le pratiche scorrette saranno, infatti, sanzionate a norma di legge.

Un altra piccola meta a tutela dei consumatori e del risparmio sicuro.

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