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Quando il Gaming si fa TIMGAMES

Perché non partire dal principio? Prima che la pratica del Gaming diventasse un fatto social e le community di videoplayer iniziassero a proliferare come funghi su tutta la rete, i giochi erano un fatto personale, a tu per tu con lo schermo e il joypad. Ore ed ore di totale immersione in universi creati per intrattenere, per divertire. L’entertainment domestico era un fatto semplice a quel tempo, dalle graphic adventure agli shooter in prima persona, era niente altro una questione di sfida contro se stessi. Ma alla fine del gioco la soddisfazione si arrestava ai credits. Ci si guardava attorno, al buio, in silenzio, e non c’era nessun altro a celebrare insieme a noi quel nuovo record, l’hall of fame popolata unicamente dal nostro nome ripetuto in prima, seconda, terza… fino alla millesima posizione. Una barba.

Poi fu la rete.
E i primi giochi che utilizzavano la connessione on line: RPG in primis (World of Warcraft ha traviato una generazione intera) ma anche Unreal Tournament con i suoi death match adrenalinici fino ad arrivare agli ultimi co-op games che sfruttano appieno le potenzialità delle più recenti librerie grafiche integrate nelle varie console in commercio (ad oggi perfettamente connesse al web).
Ma non finisce qui di certo. Da quando ha fatto la sua comparsa il piccolo bug verde di Android, quasi tutti i sistemi esistenti sulla faccia del pianeta si sono dovuti confrontare prima e allineare poi a questo sistema. E non c’è ombra di dubbio che il futuro ci riservi sempre nuovi sviluppi in questo ambito.
Allora rivediamo l’equazione: RETE+GAMING+ANDROID = divertimento ai massimi livelli. Tuttavia, alla formula manca ancora un addendo importante.
Parliamo di TIM BOX. Che cosa è?

Si tratta del nuovissimo decoder della Tim integrato e complementare a TIM HUB che consentirà l’accesso a TIMVISION e TIMGAMES.
Quest’ultima è la nuova piattaforma esclusiva dedicata all’home gaming con decine e decine di titoli ottimizzati per il vostro schermo domestico.

Qui di seguito una breve scheda tecnica di TIM BOX in anteprima:

  •  Sistema operativo Android
  •  4K ready
  •  Nuovo Telecomando
  •  Connettività Wi-fi in dual band
  •  Processore di ultima generazione per supportare i giochi e la grafica più recente.
  • Digitale terrestre DVBT2 di ultima generazione
  • Memoria interna pari a 32 Giga
  • Porte USB 3.0 e 2.0

 

Parco Giochi

Diamo quindi uno sguardo al fornito parco degli interessanti titoli offerti sulla piattaforma TIMGAMES:

Fra gli action games spiccano tre titoli su tutti: Nova , Modern Combat 4 – Zero hour, Rise of the Tomb Raider.

 

 

Si tratta di tre giochi dalla grafica mozzafiato: per chi ha avuto il piacere di giocare Nova su qualsiasi cellulare, saprà perfettamente di cosa parliamo in questo caso.
Poche presentazioni invece per Tomb Raider e Modern Combat: action adventure in terza persona (con gli albori della mitica Lara Croft in un reboot dalla grafica finissima) il primo e frenetico FPS dal contesto fanta-apocalittico il secondo. Immaginateli ora sul vostro schermo domestico. Magari incorniciati nella maestosità del 4K…
A questi si aggiungono titoli come Sonic 4 (pura frenesia in movimento), Castelstorm, Dungeon Hunter 4, Asphalt Xtreme (probabilmente il miglior gioco di corse offroad su Android insieme ad Asphalt 8 – Airborn, Real Racing 3 e Need for speed ). Parliamo di titoli sviluppati ed ottimizzati su piattaforma Android che ad oggi contano centinaia di milioni di download.

Ma i titoli disponibili sono davvero un’infinità, almeno quanto quelli presenti sul Playstore oggi. Arcade, Retro, Casual, Puzzle, FPS, RTS GDR, MMORPG e MMORPS. Tutti scaricabili in pochi secondi dallo STORE e installabili sulla vostra TIMBOX.

Insomma TIMGAMES si presenta davvero come una scelta più che valida per chi ama giocare seduto comodamente nel proprio salotto di casa, senza però dimenticare la velocità di una connessione fibra come poche in Italia (con tempi di latenza praticamente inesistenti).

La nostra esperienza è senz’altro positiva.

Vi invitiamo quindi a provare il nuovo decoder TIMBOX che, ricordate, oltre includere l’offerta TIMVISION include anche l’offerta TIMGAMES.

E il mondo dei game on line non sarà più lo stesso…

ADSL2 e ADSL 2+ : quali sono le differenze

ADSL2 e ADSL 2+ , quante volte abbiamo trovato queste diciture sulla scatola del nostro modem, eppure consociamo bene che cosa significano?

In questo mini glossario troverete la risposta a questo quesito.

Si tratta di due standard  così definiti dall’ ITU (International Telecommunication Union) , un’organizzazione che si occupa di definire  una regolamentazione unificata e condivisa sull’impiego delle onde radio nell’ambito della comunicazione.

Questi standard (ne esistono anche altri come il VDSL)  sono sviluppati da gruppi formati da esperti sia del settore pubblico che privato. I consigli (che valgono più come delle vere e proprie raccomandazioni) dell’ITU,  definiscono i parametri di gestione del traffico che si sviluppa attraverso le moderne tecniche di comunicazione e sono spesso alla base delle moderne tecnologie di comunicazione.

L’ADSL2 (o standard ITU G.992.3/4) è un protocollo che descrive l’estensione della velocità rispetto alla vecchia sigla ADSL. Tali velocità sono maggiori poiché la frequenza di modulazione risulta più ampia e migliorata. Le velocità raggiungibili sono nell’ ordine dei 12Mbit/s in download e 3,5 in upolad (tali valori possono oscillare in base al tipo di dispositivo/modem posseduto). Lo standard è entrato in vigore nella sua versione definitiva a partire dal 2009.

L’ADSL2+ (ITU G.992.5)  è niente altro che un’ulteriore evoluzione dello standard ADSL . La velocità in download è raddoppiata rispetto all’ ADSL2 e (fino a 24 Mbit/s) ed è alla base della maggior parte dei dispositivi presenti oggi nelle case degli Italiani.

In alcune nazioni europee e attualmente in alcune  parti d’Italia, esistono, inoltre, progetti che fanno riferimento allo standard VDSL (e VDSL2) che consentono velocità di connessione ancora maggiori (riconducibili ai cablaggi in fibra).

Fortunatamente molti modem moderni riescono a supportare diversi standard senza alcun problema. Allo stesso tempo molte delle offerte dei gestori presenti oggi sul mercato  forniscono in bundle con il sevizio acquistato un modem adeguato alle esigenze del servizio stesso. Un pensiero di meno per il cliente.

 

Sigla FTTx ? Che cosa è? Una mini guida.

La sigla FTTx vi dice nulla?
Se la risposta è negativa proseguite nella lettura per conoscere la risposta.

Quali sono i parametri che ci spingono a scegliere una compagnia telefonica piuttosto che un’altra per il nostro servizio di internet ADSL?

Una delle discriminanti, al di là del risparmio, è sicuramente l’offerta tecnica che il nostro fornitore del servizio propone.

Sembrano tutte ottime sulla carta, ma alcune nascondono delle sorprese non sempre gradite.

Fino a poco tempo fa, nonostante gli importanti sviluppi tecnologici nel campo della trasmissione del segnale lungo la rete disponibile, un ostacolo notevole era rappresentato dal cosiddetto ultimo miglio. Che cosa è l’ultimo miglio? Senza scendere in eccessivi tecnicismi, si tratta del collegamento che intercorre tra la cabina di connessione e l’edificio dove si trova fisicamente il nostro modem. Questa infrastruttura per lungo tempo impediva al segnale di arrivare a destinazione con tutta la sua ampiezza originaria.

Un doppino di rame riduceva la banda di diversi punti percentuale. Ecco perché spesso ci siamo ritrovati con una banda nominale ad esempio di 20Mbps  ma una banda effettiva di 5-6 Mbps in download (o  meno).

Il doppino di rame “frena” fisicamente l’impulso elettrico facendogli attraversare un mezzo fisico (il rame) per tutta la sua variabile lunghezza. Tutto questo non accade con un cavo di fibra ottica. In questo mezzo, estremamente costoso e delicato (la sua qualità è data della complessità della sua trama interna) le informazioni viaggiano alla velocità della luce. Con un cablaggio in fibra ottica, la distanza dalla cabina diviene quasi del tutto irrilevante. L’ultimo collo di bottiglia in questo caso resta quello dei vecchi cavi telefonici ancora presenti all’interno dell’edificio (che possono essere molto vecchi a seconda delle aree) e che possono ostacolare il segnale.

Ecco le sigle che dovreste imparare:

  • FTTN – Fiber To The Node – Ossia Fibra sino al nodo (da queesto punto in poi ritroviamo il vecchio doppino di rame sino all’edificio) – La distanza dell’edificio dal nodo può essere davvero notevole con la conseguente perdita di gran parte del segnale.
  • FTTC – Fiber To The Cabinet – Ossia fibra sino all’armadio di derivazione (se siete fortunati avrete notato all’inizio della vostra via una cabina telefonica). La distanza dall’armadio è variabile ma spesso si riduce a poche centinaia di metri.
  • FTTB – Fiber The The Building – Fibra sino all’edificio – situazione largamente diffusa in molte regioni di Italia. L’ostacolo maggiore in questo caso è dato dall’età del palazzo.
  • FTTH e FTTP – Fiber to the Home e Fiber to the Promises – Fibra sino alla casa e fibra sino al complesso residenziale, casa di campagna, azienda etc… Questa è in teoria la condizione ideale per cui la perdita del segnale si riduce davvero ai minimi termini, garantendo velocità di connessione molto elevate.

Quest’ ultima soluzione è attualmente presente solo in 11 città italiane ed offre con alcuni gestori una velocità di connessione sino a 1000 Mbps in down (100 in up).  Con queste velocità, considerate stratosferiche, è possibile usufruire di contenuti dal web che richiedono grande dispendio di banda (streaming in FullHD o 4K con alti frame-rate).
Il consiglio, quindi, per tutti i consumatori da parte di Risparmia Tu è di verificare effettivamente che la propria zona sia coperta dai servizi richiesti.

La sigla FTTx può darvi, come abbiamo visto, alcune informazioni utili riguardo al tipo di servizio adatto a voi.

Sarebbe inutile, infatti, stipulare un contratto per una linea superveloce e poi ritrovarsi comunque per le mani una normalissima linea di vecchia concezione a causa dei limiti tecnici della propria area di residenza. È inutile anche acquistare un servizio FTTH nella speranza che comunque la connessione sia più veloce: spesso la banda viene comunque ridotta dalla centrale per evitare sovraccarichi sulla vecchia linea e conseguente blocco dell’intera connessione.
Ricordate: siate sempre consapevoli dei vostri acquisti. Il primo risparmio parte proprio da voi!